L’orologio della morte

di Anna Fraddosio Commenta

L’orologio della morte, viene così chiamato nella tradizione popolare, un misterioso ticchettio, simile al battito di una pendola, che udiscono alcune persone, e si dice e si crede, che annunci la morte di una persona cara o vicina. Il fenomeno può essere udito delle volte da un’unica persona, o da più persona nello stesso momento, anche se in luoghi diversi, oppure può essere udito solo in una determinata stanza, a ore uguali, o a volte in una località ma in ore diverse.

Di questi fenomeni, sono stati riportati molti esempi nel corso degli anni, un caso fu pubblicato nel 1910 dal professore Hyslop, presidente della Società Americana per la Ricerca Psichica; una ragazzi di 14 anni, alcune settimane prima della morte della nonna, udì ripetutamente e in più luoghi della casa, un ticchettio, che al momento pensò si trattasse del canto di un grillo. Dopo la morte della nonna il ticchettio scomparve.

Un altro caso, fu quello della Signora Verrall che lavorava presso la Società per la Ricerca Psichica di Londra, che aveva questo innato dono, fin dalla fanciullezza, di udire “l’orologio della morte”, 24 ore prima della morte di un famigliare, un amico o anche un semplice conoscente.

L’orologio della morte però non sempre annuncia un lutto, infatti, lo studioso Bozzano riferì il caso di un proprio amico, il professore Gino Rovida, che cominciò ad udire il ticchettio, insieme alla sorella, un mese dopo la morte della loro madre, all’inizio sempre nello stesso luogo e nella stessa ora, in seguito, dopo che lui ebbe dichiarato che il fenomeno fosse un fattore fisico perché si manifestava sempre nello stesso punto, il battito fu udito in punti diversi della casa, e vicino agli oggetti che erano appartenuti alla defunta. Il fenomeno, in questo cosa, durò diversi anni, al chè, Rovida, si convinse che era un modo della madre per comunicare con loro e per dargli prova della sua esistenza anche dopo la morte.

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