La Mente collettiva confermata dalla scienza

di Anna Fraddosio Commenta

La mente collettiva ora non è solo una credenza spirituale ma è stata finalmente confermata anche dalla scienza.

E’ finalmente confermata l’esistenza della Mente collettiva anche da parte del “popolo” scientifico. Per secoli correnti spirituali, grandissimi filosofi come Plutone, guide spirituali come Buddha, popoli antichi come i pellerossa , hanno parlato dell’esistenza di un inconscio collettivo; la mente di tutti gli umani è unita, sincronizzata tra loro ad una certa frequenza. Oggi questa teoria è stata confutata e confermata anche a livello scientifico.

L’esistenza della Mente collettiva da parte della scienza ci arriva dalla prestigiosissima Università di Princeton che per ben 14 anni ha monitorato con elaborati aggeggi informatici, disseminati in tutto il mondo, l’impatto che gravi disastri e tragedie avevano sulla mente dell’umanità e che influenzavano di conseguenza anche questi aggeggi elettronici.

Con il termine Coscienza Collettiva si intende l’impatto che ha l’atmosfera sociale sui nostri pensieri e comportamenti; si è infatti constatato che l’accumularsi di stress e tensioni della coscienza collettiva porta a comportamenti violenti e di caos, da qui si spiegherebbe anche gli atti vandalici, gli omicidi, i crimini, i conflitti le crisi e il disordine sociale che avvengono specialmente dopo una tragedia che ha colpito tutta l’umanità.

Veniamo al dunque: quattordici anni fa, i creatori del GCP piazzarono in tutto il mondo generatori di numeri casuali che ribattezzarono “eggs”. Ad oggi ci sono 134 “uova” sparse fra Europa, Stati Uniti, Canada, India, Isole Fiji, Nuova Zelanda, Giappone, Cina, Russia, Brasile, Africa, Thailandia, Sud America ed Australia. La funzione di queste uova giocano al gioco delle probabilità, ogni uova genera costantemente i numeri “0” e “1”, ogni dispositivo uovo è in grado di formulare anticipatamente previsioni sui numeri casuali che le altre “uova” stanno per generare.

Dopo un numero sufficiente alto di tentativi, in genere i risultati si normalizzano intorno alla probabilità del 50/50, cosa assolutamente naturale e contemplata dalla statistica. Questo però non è accaduto al verificarsi di un qualche evento significativo per la coscienza dell’umanità. Infatti, in concomitanza con tali eventi globali, i dispositivi iniziavano ad azzeccare un numero enorme di risultati, deviando molto dal range di attendibilità statistica. Per esempio, i ricercatori iniziarono a notare enormi picchi di risultati azzeccati qualche ora prima (prima, non solo durante…) il crollo delle Torri Gemelle l’11 settembre 2001. Questi picchi continuarono a verificarsi in prossimità di disastri aerei, eruzioni vulcaniche, tsunami ed eventi come la cerimonia di apertura delle Olimpiadi.

Da qui la Princeton University ha potuto constatare che la mente collettiva esiste e che influenzerebbe in qualche modo, non si sa come, anche gli elaboratori informatici.

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